Da Mazzini al Campidoglio. Vita di Ernesto Nathan
292 pag
ISBN: 88-230-1227-1
Descrizione
Ernesto Nathan - questo sindaco «anomalo» per la città di Roma, perché inglese di nascita, ebreo e massone - impresse alla sua attività di amministratore i tratti di una integrità morale che gli veniva riconosciuta da amici e avversari. [...] Nei sei anni in cui Roma venne governata dalla giunta democratica da lui diretta, si delinearono nuove scelte urbanistiche e si realizzarono importanti innovazioni nei servizi pubblici e nel campo dell’istruzione e dell’edilizia scolastica, ma credo che lascito fondamentale di quegli anni rimanga il processo di democratizzazione che per la prima volta investì la città. (Dalla prefazione di Walter Veltroni) Il libro, delineando il percorso di vita di Ernesto Nathan, mette in luce l’evoluzione del suo pensiero politico e del suo impegno nel quadro delle vicende dell’Italia post-unitaria e di Roma capitale. Dalle prime esperienze nel movimento democratico e nei tentativi unitari dell’Estrema Sinistra, si passa alle attività di assessore della Giunta capitolina del 1889/90, di fondatore della Società «Dante Alighieri», di protagonista del Patto di Roma, di consigliere provinciale a Pesaro, di candidato alle elezioni politiche e di gran maestro della Massoneria, in un fitto intreccio con la storia politica italiana e con i suoi protagonisti: dalla «rivoluzione parlamentare» di Depretis all’epoca crispina, dalla nascita dei primi partiti politici allo scandalo della Banca Romana e alle lotte di fine secolo. Sono quindi illustrate le iniziative di Nathan, sindaco di Roma negli anni 1907/1913, nel quadro dell’età giolittiana e dell’evoluzione della politica dei «blocchi popolari», concludendo sugli ultimi anni di vita, animati dai dibattiti del periodo della prima guerra mondiale e del primo dopoguerra.
Rassegna:
Libri: in uscita una monografia su Ernesto Nathan
da: Adnkronos-19 Novembre 07
19/11/2007
Studiare l'evoluzione del pensiero politico di Ernesto Nathan inserendo il suo impegno nel quadro delle vicende dell'Italia post-unitaria e di Roma Capitale. E' questo il contenuto della ricerca presentata da Nadia Ciani nel volume ''Da Mazzini al Campidoglio. Vita di Ernesto Nathan'', pubblicato dall'editore Ediesse e in libreria dal 20 novembre. Sindaco di Roma dal 1907 al 1913, Nathan resta una figura ancora attuale, per l'elevata moralita' con cui condusse la cosa pubblica. Resta emblematica la dura lotta contro gli episodi di corruzione che si verificarono in epica crispina; cosi' come emblematico fu il suo tentativo di costruire un'unita' di intenti e di azione tra le diverse voci del movimento democratico di quegli anni, con l'obiettivo di costruire un'alternativa di progresso sociale e politico per l'Italia. L'autrice analizza le prime esperienze di Nathan nel movimento democratico e nei tentavi unitari dell'Estrema Sinistra. Affronta anche la sua attivita' di assessore della Giunta capitolina (1889-90), di fondatore della Societa' "Dante Alighieri", di protagonista del Patto di Roma, di consigliere provinciale a Pesaro, di candidato alle elezioni politiche e di Gran Maestro della Massoneria, in un fitto intreccio con la storia politica italiana e con i suoi protagonisti.
Da Mazzini al Campidoglio. Vita di Ernesto Nathan
da: Radio Radicale-27 Febbraio 08
27/02/2008

Link alla risorsa
Il sindaco che portò Roma nella modernità
da: Caffè Europa-18 Dicembre 07
18/12/2007
Due giudizi, opposti per connotazione ma sostanzialmente analoghi per significato, possono costituire il sintetico ritratto di Ernesto Nathan, l’uomo politico di idealità mazziniane che è stato sindaco di Roma dal 1907 al 1913. Il primo è quello contenuto nella prefazione di Walter Veltroni al volume di Nadia Ciani, Da Mazzini al Campidoglio. Vita di Ernesto Nathan (Ediesse, 2007, pp. 290, euro 15). Veltroni lo definisce "sindaco 'anomalo' per la città di Roma, perché inglese di nascita, ebreo e massone", sottolineando come l’attività di Nathan si caratterizzò per il forte impulso alla democratizzazione e all’innovazione, nonché per l'integrità morale. Il secondo giudizio, invece, risale al momento della designazione di Nathan – e proviene dal giornale clericale "Popolo romano" che, preoccupato delle istanze di laicizzazione che egli promosse, esprimeva "il proprio sgomento di fronte alla nomina di un sindaco israelita, massone, estraneo per nascita alla città". Già da questo profilo si comprende come l'esperienza di Nathan costituisca una dimensione a sé, rappresentativa di una stagione di dinamismo e spirito modernizzatore – quella del così detto “blocco popolare” – cui seguirà poi un ritorno delle forze più conservatrici, dei poteri clericali e aristocratici che porteranno a compimento lo scempio edilizio della città di Roma cui Nathan aveva tentato di porre un freno. Nella concezione politica di Nathan confluiscono, come si è visto, elementi eterogenei: il liberalismo di stampo inglese, che lo porterà a combattere aspramente le forme di potere monopolistico, la forte cultura ebraica di origine, l'adesione alla Massoneria, e dunque una fortissima impostazione laica che lo renderà inviso alle gerarchie cattoliche romane, e, infine, i principi mutuati dal Genovese. Mazzini è infatti la figura di riferimento del futuro sindaco di Roma nel corso della sua intera esistenza. Si avvicina a lui e agli altri mazziniani sin da giovane: la famiglia Nathan entra dapprima in contatto con gli esuli italiani a Londra e successivamente sia la madre sia le sorelle (il padre è scomparso prematuramente) si impegneranno costantemente nella diffusione e nell'applicazione dei valori repubblicani, costituendo associazioni e scuole. L'educazione sarà dunque il perno dell'impegno politico di Nathan, e non in una prospettiva paternalistica e caritatevole, ma intesa come strumento di emancipazione. Non a caso, negli anni del mandato a sindaco, la capitale vedrà aumentare considerevolmente il numero di edifici scolastici pubblici in un momento in cui le scuole confessionali stanno acquistando sempre più potere e prestigio. Nathan incrementa l'alfabetizzazione, contribuisce alla creazione della classe media che troverà impiego nelle istituzioni del nascente Stato, e si prende a cuore le condizioni di povertà e arretratezza degli abitanti dell'Agro Pontino. Si fa portavoce di campagne rivoluzionarie, come quando difende il diritto al divorzio o combatte per l'abolizione dei regolamenti sulla prostituzione. Nathan rivestirà un ruolo importante nella transizione del periodo post-unitario dalla destra storica al governo Giolitti – personaggio cui si avvicinerà sempre più nel corso degli anni. Il suo sforzo costante sarà quello di promuovere iniziative e lavorare per creare un fronte, quello della così detta Estrema Sinistra, il più compatto possibile. Repubblicani, radicali e socialisti per lungo tempo oscilleranno tra tentativi di coesione e spinte isolazioniste. Dal canto suo, pur restando fedele all'idea della Repubblica, Nathan cercherà di scuotere i repubblicani che intendono perseverare nella scelta dell'astensionismo perché sentono traditi gli ideali per cui hanno lottato (il celebre motto mazziniano per cui l'Italia deve essere "una, libera, indipendente e repubblicana"), e dunque non possono riconoscersi in quanto cittadini del Regno d'Italia. Nathan piuttosto non sarà ostile ai Savoia (nutre peraltro particolare rispetto nei confronti di Vittorio Emanuele III) e cercherà forme di collaborazione pratica. Lo farà con spirito pragmatico, nel tentativo di scuotere il Paese e di intraprendere il necessario processo di riforme istituzionali. Come detto, però, non si sopiscono in lui gli insegnamenti mazziniani. Ne è un esempio la sua presenza all'interno della società Dante Alighieri, nata nel 1888 con il preciso obiettivo di creare un collegamento con gli italiani ancora sottoposti al dominio straniero: siamo qui nell'ambito delle istanze irredentiste. Tenterà invece di tenere separata la sua visione politica dal ruolo di Gran Maestro d'Oriente che ricoprirà dal 1896. La sua idea è infatti che la Massoneria sia un'associazione priva di finalità politiche, che deve rimanere super partes rispetto agli avvenimenti parlamentari. Cercherà di epurare dalla Massoneria qualunque tendenza esoterica e iniziatica e si dedicherà a una massiccia campagna di anticlericalismo, al fine di arruolare figure di prestigio, come magistrati, alti burocrati e ufficiali dell'Esercito, che diano nuova credibilità all'organizzazione. Nel 1907 Nathan viene eletto primo cittadino di Roma. La vittoria è dovuta a un volgere positivo delle relazioni all'interno dello schieramento di sinistra. Grazie al sostegno compatto del blocco laico e popolare, si chiude la lunga fase che aveva visto al potere della città la maggioranza clerico-moderata. È a questo punto che Nathan può davvero dispiegare quei progetti modernizzatori che sente necessari per l'Italia. L'esperienza capitolina non è infatti una scelta di ripiego. Il sindaco si rende conto che Roma può diventare una sorta di laboratorio politico del Paese in cui sperimentare nuove forme di governo e di partecipazione da trasporre poi a livello nazionale. Ecco allora le battaglie per l'istruzione e per la laicizzazione. Ecco gli sforzi per lenire le sofferenze degli abitanti, gravati da un caro prezzi elevatissimo. Ecco la lotta ai monopoli e la creazione delle aziende municipalizzate. Poi il piano regolatore del 1909: il primo che, invece di avallare come i precedenti lo status quo, cerca di proporre delle soluzioni per arginare e progettare la crescita convulsa e disorganica del tessuto urbano. E la prima occasione romana di partecipazione collettiva alla cosa pubblica: il referendum per le municipalizzate nel 1908. Insomma Ernesto Nathan è la figura che – forte anche di una congiuntura storica finalmente favorevole – consente a Roma di uscire dallo stato di torpore degli ultimi secoli per aprirsi al mondo e costruirsi come metropoli e come capitale d'Italia. Ed è grazie a Nathan se questa mutazione biologica della città si verifica all'insegna del riformismo, della laicità, dell'innovazione economica e culturale. Valori che, con differenti incarnazioni, restano attuali e rendono questo personaggio ancora contemporaneo.
Postrisorgimentale dall'accento inglese: Ernesto Nathan
da: Conquiste del Lavoro-1 Marzo 08
01/03/2008

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Nadia Ciani, Da Mazzini al Campidoglio
da: L'Indice dei libri del mese-1 Mag 08
01/05/2008

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Il paradiso di Ernesto Nathan, scuole pubbliche e senza religione
da: Liberazione-20 Novembre 07
20/11/2007

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Un sindaco anticlericale a Roma
da: il Manifesto-23 Marzo 08
23/03/2008

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Cento anni fa Nathan, il sindaco che disse: non c'è trippa per gatti
da: il Messaggero-29 Novembre 07
29/11/2007

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Memoria e storia, Nathan riferimento per l'attualità
da: il Messaggero-1 Marzo 08
01/03/2008

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Un sindaco anomalo di nome Nathan
da: La Repubblica ed. Roma-21 Gennaio 08
21/01/2008

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Nathan, il sindaco che cambiò i romani
da: l'Unità-28 Febbraio 08
28/02/2008

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