Combattere la povertà
Lavoro non assistenza
264 pag
ISBN: 978-88-230-1864-8
Descrizione
Tornano gli scritti illuminanti del grande economista keynesiano Hyman Philip Minsky, scomparso nel 1996. Secondo Minsky all’uscita dalla crisi deve contribuire una spesa pubblica anticiclica e in disavanzo, una spesa che faccia dello Stato un Big Government, ovvero creatore di posti di lavoro. La tradizionale cassetta degli attrezzi keynesiana non basta. Lo Stato deve pianificare gli investimenti (cosa che il mercato non può fare). Quello che propone Minsky è un capitalismo interventista guidato, come spiegano i curatori Bellofiore e Pennacchi, che si fondi su un programma di impiego in progetti utili. Il Piano del Lavoro della Cgil avanzato due anni fa (sulla scia di quello delineato nel lontano 1949 da Giuseppe Di Vittorio) muove da premesse analoghe: non basta introdurre elementi di assistenza, non bastano gli ammortizzatori sociali, serve uno Stato capace di creare posti di lavoro. Si tratta della ripresa, radicale ma sempre più necessaria, dell’idea di una socializzazione degli investimenti, estesa non solo a banche e finanze, ma anche al ruolo dello Stato come fornitore primo di occupazione. Solo così supereremo la crisi che ci attanaglia. Tutto questo va controcorrente? Certamente si. Ma proprio qui sta la sfida. Hyman Philip Minsky (1919-1996) è un economista keynesiano famoso per le sue tesi sulla instabilità finanziaria del capitalismo, che da molti sono state ritenute in grado di spiegare le dinamiche dell’ultima fase economica, e in particolare la Grande Recessione. Tra i suoi libri sono stati tradotti in Italia: Keynes e l’instabilità del capitalismo, del 1975; Potrebbe ripetersi? del 1982; Governare una economia instabile, del 1986. Laureato in matematica all’Università di Chicago, ha ottenuto il Ph.D. in Economics ad Harvard. È stato professore di Economia all’Università di Berkeley e alla Washington University di St.Louis e infine distinguished scholar presso il Levy Economics Institute.