ANNO LXVII - 2016 - 3
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Articoli collegati:
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Trasferimento del lavoratore, correttezza e buona fede
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Con la sentenza in commento, la Corte di Cassazione statuisce che il trasferimento del lavoratore debba essere proporzionato alle condizioni personali e familiari del dipendente trasferito e giustificato sia con riferimento alla sede a qua, sia ad quam, nel rispetto dei principi di buona fede e correttezza. Tale decisione consente di analizzare il ruolo giocato dalle clausole generali nel sindacato giudiziale sulle scelte datoriali e di accertare il loro effetto sull’ampiezza del potere di trasferire.
Scritto da: Marco Tufo
In: Giurisprudenza
Controversie di lavoro
Esenzione dal pagamento dei compensi dell’Istituto vendite giudiziarie: una lettura estensiva dell’art. 10, l. n. 533/1973
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Con la presente nota l’A. commenta la sentenza del Giudice di Pace di Parma in materia di esenzione dal pagamento di spese di esecuzione mobiliare e immobiliare, prevista a beneficio dei lavoratori dall’art. 10 l. 533/1973. In particolare, la nota - adesiva rispetto alla decisione del giudice - contiene una ricostruzione del contesto normativo e giurisprudenziale in cui si colloca la norma menzionata, ma anche una breve riflessione sul rapporto tra la quest’ultima ed il principio di effettività della tutela giurisdizionale nell’ordinamento lavoristico
Scritto da: Marta Giaconi
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Lavoro intermittente e principio di non discriminazione in base all’età
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La Cass. ha richiamato la giurisprudenza comunitaria di cui ai casi Kücükdeveci (C-555/07), Mangold (C-144/04) e Defrenne (causa 43/75) per rilevare la potenziale confliggenza dell’art. 34, c. 2, d.lgs 276/2003 con il principio di non discriminazione in base all’età, di cui alla Direttiva 2000/78 e all’art. 21.1 CdfUe. Ha, quindi, sollevato un rinvio pregiudiziale ex art. 267 TfUe, inerente la predetta norma nazionale nella parte in cui prevede che «il contratto di lavoro intermittente può in ogni caso essere concluso con riferimento a prestazioni rese da soggetti con meno di 25 anni di età».
Scritto da: Serena Zitti
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Licenziamento per giustificato motivo oggettivo e repêchage: nessun onere di allegazione
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In contrasto con l’orientamento prevalente, la Corte di Cassazione con le sentenze n. 5592/2016 e n. 12101/2016 afferma che il lavoratore licenziato per giustificato motivo oggettivo - in sede giudiziale - non è tenuto ad allegare le posizioni in cui avrebbe potuto essere ricollocato. L’impossibilità del repêchage infatti rappresenta un requisito del giustificato motivo oggettivo e deve essere allegata dalla parte che è ex lege onerata della relativa prova, ossia il datore di lavoro. Siffatta conclusione è peraltro confermata anche alla luce del principio di vicinanza della prova.
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Il sistema di protezione rafforzato delle persone con disabilità
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Il pregio delle sentenze che si commentano è l’aver posto la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (Pcd) a fondamento di un sistema unitario di protezione a favore di queste ultime.
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Il diritto di accesso del lavoratore al proprio fascicolo personale: quale tutela?
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La tutela della riservatezza dei lavoratori è un punto nevralgico nel dibattito giuslavoristico. Protezione dei dati personali non significa soltanto arginare l’invadenza del datore di lavoro “su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale del lavoratore”: per una tutela a trecentosessanta gradi è necessario assicurare anche il corretto trattamento delle informazioni personali, ivi compresa la possibilità per l’interessato di accesso, aggiornamento e rettificazione dei dati.
Scritto da: Marianna Russo
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Il trasferimento d’azienda nei settori labour intensive
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L’autrice esamina la sentenza della Corte di Cassazione n. 6693/2016 che, aderendo agli orientamenti consolidati della giurisprudenza europea, ritiene configurabile il trasferimento di un ramo di azienda anche nel caso in cui la cessione abbia ad oggetto solo un gruppo di dipendenti, purchè dotati di particolari competenze e stabilmente coordinati ed organizzati tra loro così da rendere le loro attività idonee a tradursi in beni e servizi ben individuabili.
Scritto da: Fabiola Lamberti
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
La sentenza a termine della Corte di Cassazione
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Secondo l'Autore la sentenza della Cass. n. 5072/16, S.U. è definibile «a termine» perché contraria a propria precedente e recente sentenza, nonché alla sentenza Mascolo della Corte di Giustizia: si deve ritenere che il sistema delle Corti sarà in grado in breve di superarla, come accaduto con la sentenza n. 10127/13 (delle Sezioni semplici)
Scritto da: Paolo Coppola
In: Dottrina
Quando un ragionamento impeccabile è sbagliato: brevi riflessioni su di una controversia attorno al "T.U. sulla rappresentanza"
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Il «Testo Unico sulla rappresentanza» sottoscritto il 10 gennaio 2014 da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil ha immediatamente suscitato un notevole dibattito, anche tra i sindacati contraenti, e in particolare all’interno della Cgil. Nel saggio si analizza una causa introdotta da Usb (Unione Sindacale di base) sulla legittimità di alcune clausole dell'accordo.
In: Dottrina
Quale giustizia sociale internazionale nel XXI secolo?
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Il saggio ricostruisce i diversi interventi dell’ordinamento internazionale, europeo e nazionale mirati a garantire la giustizia sociale, con specifico riferimento ai rapporti di lavoro. Seguendo un ordine cronologico, si effettua una rassegna critica delle dichiarazioni, delle convenzioni, delle «carte» e delle norme adottate in materia, per giungere all’odierna frantumazione della giustizia sociale in disomogenei modelli nazionali.
Scritto da: Alain_Supiot
In: Dottrina
Dentro al ginepraio della semplificazione. Salute e sicurezza sul lavoro nell’Italia che riparte
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Il saggio analizza le recenti riforme nel campo della salute e sicurezza sul lavoro miranti alla semplificazione normativa. L’Autrice discute l’idoneità della legislazione e delle amministrazioni pubbliche aventi competenze in materia tenendo in considerazione, da un lato, l’esigenza di una semplificazione normativa e di una riduzione degli oneri amministrativi e dall’altro gli effetti dello stillicidio di interventi legislativi e delle misure di austerity che hanno riguardato gli enti pubblici operanti in questo campo negli ultimi anni.
Scritto da: Olivia Bonardi
In: Dottrina
Disabilità, sopravvenuta inidoneità, licenziamento
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L’articolo analizza la recente disciplina del licenziamento dei lavoratori disabili alla luce del nuovo testo dell’art. 18 dello Statuto e del d.lgs. n. 23 del 2015, per fornirne una lettura conforme ai princìpi costituzionali ed europei.
In: Dottrina
Il collocamento obbligatorio e le politiche attive
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L’articolo si occupa della recente riforma del collocamento obbligatorio per i disabili. Partendo da un’analisi critica delle politiche attive del lavoro nei confronti delle persone svantaggiate l’Autore rileva come lo scarso successo del collocamento obbligatorio sia da imputare all’esistenza di un potere imperativo dell’amministrazione e allo scarso coinvolgimento dei soggetti destinatari che non sono visti come parti attive del collocamento ma come meri destinatari di interventi di tipo assistenziale.
In: Dottrina
Sostegno al reddito dei disoccupati nella legislazione nazionale
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L’articolo indaga i processi di omogeneizzazione e universalizzazione delle tutele del reddito dei lavoratori disoccupati all’esito delle più recenti riforme degli ammortizzatori sociali. Se il processo di omogeneizzazione ha sostanzialmente consentito di raggiungere l’obiettivo dell’uniformità, non altrettanto si può sostenere del secondo processo verso l’universalità del sistema di tutela del reddito.
In: Dottrina
Le politiche regionali di contrasto alla povertà e di inserimento sociale e lavorativo
Abbonati
L’articolo intende fornire una ricognizione dei provvedimenti regionali in materia di contrasto alla povertà partendo dalla mancanza in Italia di una misura economica stabile di livello nazionale fino alle politiche locali. L’Autrice cerca di procedere a una catalogazione delle stesse, evidenziando tratti comuni e differenze: misura economica (quantum, durata ed eventuali misure ulteriori), criteri di selettività e condizionalità.
In: Dottrina
Le attività ispettive e il contrasto al lavoro irregolare nel sistema del Jobs Act
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Il saggio analizza i contenuti della riforma del 2015 in materia di ispezioni sul lavoro e di contrasto al lavoro irregolare. Si analizzano le previsioni sull’agenzia denominata Ispettorato nazionale del lavoro. L’A. muove alcune valutazioni critiche sull’effettiva capacità di questo soggetto a imprimere una svolta alle azioni di prevenzione, repressione e sanzione delle violazioni in materia di lavoro e previdenza sociale, visto il quadro complessivo in cui si tende a monetizzare amministrativamente le trasgressioni, con un alleggerimento complessivo delle garanzie a favore del lavoro
Scritto da: Marco Esposito
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Diritto di critica, utilizzo di espressioni sconvenienti e licenziamento del sindacalista
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Qualora il lavoratore sindacalista utilizzi espressioni inopportune e sconvenienti durante una trattativa sindacale con i responsabili aziendali nell’ambito però di tematiche che riguardino politiche occupazionali e oggetto di discussione, tale condotta può ritenersi oggetto di disapprovazione, ma la contestazione di tali comportamenti, che sono posti a giustificazione del licenziamento del lavoratore sindacalista, rileva l’uso abusivo e strumentale del potere disciplinare, avente natura e finalità ritorsiva e antisindacale in quanto preordinato a fare cessare l’attività sindacale.
In: Dottrina
Il diritto del lavoro tra Stato e Regioni: riforma costituzionale e anticipazioni legislative
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Il saggio ricostruisce l’evoluzione del riparto di competenze tra Stato e Regioni in materia di lavoro, ed esamina le novità della riforma costituzionale del 2016. Rileva, infine, analiticamente il medesimo intento accentratore nella coeva riforma legislativa statale del Diritto del lavoro.
Scritto da: Anna Trojsi
In: Dottrina
L’organizzazione e la gestione dei servizi per l’impiego nel d.lgs. n. 150/2015 alla luce della riforma costituzionale del 2
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A distanza di vent’anni dalla riforma dei servizi per l’impiego del 1997, il d.lgs. n. 150/2015, dando attuazione alla delega prevista dalla legge n. 183/2014, ha completamente rivisto l’assetto delle competenze delineato nel 1997, da un lato, riaccentrando le funzioni e i compiti in capo allo Stato e, dall’altro, rafforzando il ruolo degli operatori privati, fermo restando il principio della gratuità del servizio di mediazione per tutti.
Scritto da: Valeria Filì
In: Dottrina
Introduzione
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Nel saggio si introduce il tema affrontato in questo numero della Rivista: le norme del Jobs Act in materia di mercato del lavoro hanno l’obiettivo di realizzare un deciso accentramento delle funzioni, incluse quelle ispettive, nonché di creare un sistema basato su tutele – come si speificherà sul tema degli ammortizzatori sociali – uniformi e di taglio universalistico.
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
La gestione delle eccedenze di personale nelle società controllate
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In caso di esubero di personale in una società controllata da enti pubblici non si configura in capo al lavoratore dichiarato in esubero un diritto soggettivo a proseguire il rapporto con altra società controllata dallo stesso ente.
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Sulla natura ritorsiva del licenziamento
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L’intento ritorsivo del datore di lavoro, quale motivo illecito determinante la sua condotta, può guidare l’intero esercizio del potere disciplinare, rendendo quindi affette da nullità anche le contestazioni disciplinari che precedono il licenziamento. Il licenziamento irrogato per motivi ritorsivi è nullo in quanto determinato da un motivo illecito, stante anche l’inesistenza della ragione oggettiva addotta a giustificazione del recesso.
Scritto da: Lucia Viola
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Stato di malattia, prestazione di attività extralavorativa e licenziamento
Abbonati
Lo svolgimento di altra attività da parte del dipendente assente per malattia può giustificare il recesso del datore di lavoro non solo allorché tale attività esterna sia per sé sufficiente a far presumere l’inesistenza della malattia, ma anche nell’ipotesi in cui la medesima attività, valutata in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, possa pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio del lavoratore.
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Funzione del dato statistico e inversione dell'onere della prova nel caso della discriminazione per handicap
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Nel caso di cessione di ramo d’azienda mobiliare, l’esclusione del lavoratore affetto da handicap dall’elenco del personale ceduto integra un’ipotesi di discriminazione. In mancanza di qualsiasi giustificazione posta a base del mancato trasferimento, è fatto obbligo alla cessionaria di reintegrare il lavoratore nelle mansioni e alle medesime condizioni di lavoro precedenti l’accordo di cessione.
Scritto da: Ilaria Valenzi
In: Giurisprudenza
Sicurezza sociale
Il concetto di equivalenza delle prestazioni in base al regolamento Ce n. 833/2014
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Il concetto di equivalenza delle prestazioni, così come indicato dall’art. 5, lett. b), del regolamento n. 883/2004, deve essere interpretato nel senso che, per poter valutare in concreto tale “equivalenza”, è necessario verificare che le due prestazioni di vecchiaia siano, tra loro, comparabili. Tale valutazione circa la comparabilità di due diversi istituti dovrà essere svolta tenendo principalmente conto di quello che è l’obiettivo perseguito dalle prestazioni pensionistiche, oltre alle finalità delle fonti normative che le hanno istituite
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Circolazione dell’azienda, fallimento e crediti del lavoratore
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In caso di affitto ramo d'azienda stipulato dalla società in bonis e proseguito dalla curatela fallim., ove il curatore receda ex 79 l.f. (con retrocessione del ramo) e dal rapporto ex 72 l.f. non è ammissibile al passivo del fallim. dell’affittante il credito per TFR del lav. né con riferimento al periodo dal passaggio alle dipendenze dell'affittuario sino al fallim., né con riferim. al periodo successivo, poiché tra gli effetti del recesso opera la sterilizzazione dei crediti riferibili al rapp.. Circa l’indennità di preavviso la soluzione è: al lav. collocato in CIGS spetta l'indennità da..
Scritto da: Simone D'ascola
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
Gli (inevitabili) problemi applicativi della sopravvenuta abrogazione del criterio dell’equivalenza delle mansioni
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Le sentenze in esame sono le prime ad affrontare un caso di demansionamento iniziato prima dell’entrata in vigore del d.lgs. 81/15 e continuato in epoca successiva al 25.6.15, pervenendo però a soluzioni diametralmente opposte circa l’applicabilità della nuova disciplina al caso esaminato e, quindi, sull’attualità della richiesta di reintegrazione nelle mansioni precedenti.
Scritto da: Enrico Maria
In: Giurisprudenza
Osservatori online
La Corte Costituzionale. Sicurezza sociale. Periodo gennaio-giugno 2016
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Assicurazione infortuni negli studi professionali — Diritto alla conservazione dei trattamenti previdenziali integrativi per il personale dei soppressi consorzi per le aree di sviluppo industriale e per i nuclei di industrializzazione della Sicilia — Prestazioni assistenziali regionali e concorso dell’assistito
In: Giurisprudenza
Osservatori online
Contrattazione collettiva. Periodo II semestre 2015 - I semestre 2016
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Gli accordi interconfederali - I contratti collettivi nazionali di categoria - I contratti collettivi di livello aziendale.
In: Giurisprudenza
Rapporto di lavoro
La "neutralizzazione" della persona che lavora dietro il velo del principio di neutralità
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Il contributo esamina la sentenza della C.EDU Ebrahimian c. Francia, in materia di libertà di opinione, coscienza e religione. Dopo aver chiarito le questioni di fondo inerenti la pronuncia, si esaminano criticamente i passaggi fondamentali della stessa richiamando contestualmente i numerosi precedenti inerenti la questione al fine di mostrare continuità o contraddizioni. Infine, vengono chiariti gli effetti, sul piano del diritto al lavoro e della discriminazione sui luoghi di lavoro, derivanti dalla pronuncia e si sottolinea il difetto di impostazione delle questioni giuridicamente rilevanti
In: Giurisprudenza
Sicurezza sociale
La rilevanza del bisogno esistenziale nell'art. 38 Cost.
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Nel riformulare la composizione dell’i.s.e.e. l’art. 4 d.p.c.m. n. 159/2013 ha dato valore di indicatore nel calcolo della equivalenza a prestazioni di sicurezza sociale non correlate alla produzione di reddito. Il Consiglio di Stato, con la trilogia di sentenze in commento, ha dichiarato illegittima in parte qua la norma ritenendo che le indennità cd. risarcitorie corrisposte dagli enti assistenziali e previdenziali non hanno funzione remunerativa e non concorrono alla formazione del patrimonio personale
In: Giurisprudenza
Osservatori online
La Corte Costituzionale. Rapporto di lavoro. Periodo gennaio-giugno 2016
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legge della Regione Puglia di stabilizzazione del personale precario delle agenzie e delle società in house regionali — legge statale che taglia in percentuale la spesa delle Regioni per incarichi di consulenza e collaborazioni coordinate — questione relativa alla legge della Regione Sardegna che consente l’attribuzione temporanea di incarichi dirigenziali a dipendente non di qualifica dirigenziale — soppressione del Tribunale di Orvieto, anche in funzione di giudice del lavoro - legge della Regione Trentino-Alto Adige che conserva il diritto di rogito per tutti i segretari comunali...