
Le rivolte in Nord-Africa non vanno relegate in un contesto
lontano e arretrato ma sono collegate ai movimenti occidentali.
Gli uomini e le donne che le sostengono combattono infatti un
nemico comune presente in tutti i continenti: il neoliberismo e
il saccheggio delle ricchezze e della democrazia. Parte da
questa riflessione il saggio Libeccio d'Oltremare a cura di
Ambra Pirri, giornalista e scrittrice, laureata in Sociologia e
Master in Woman Studies, che ha lavorato a Paese Sera e al
Giornale di Sicilia.
In questo contesto, ancora una volta le ex-colonie sono state
un laboratorio di processi politici piu' avanzati. Ed e'
importante guardare agli effetti che i rivolgimenti nel Maghreb
e nel Mashreq cominciano ad avere sul regime europeo e dei
confini esterni dell'Unione. ''Le rivolte nordafricane - si
legge - hanno rotto l'equilibrio su cui si fondava, fino a pochi
mesi fa, l'ingiusto ordine mondiale. Sono una sfida raccolta
dall'Occidente al processo di integrazione europea''.
Nei vari capitoli di questo saggio si alternano i contributi
di Anna Curcio, Francesca De Masi, Francesca Esposito, Oria
Gargano, Miguel Mellino, Sandro Mezzadra, Renata Pepicelli,
Carla R. Quinto, Annamaria Rivera, Alessandra Sciurba, Giuliana
Serra e ovviamente Ambra Pirri, che dibattono dei cambiamenti
sociopolitici che dal Mediterraneo si stanno espandendo nel
mondo occidentale sotto diversi punti di vista: dalle
ripercussioni sulla lotta al traffico degli esseri umani al
ruolo dell'isola di Lampedusa; dalla significativa presenza
femminile e giovanile nelle rivolte al ruolo giocato da Internet
e dai social media.
''E' questa - scrive Ambra Pirri - la grande sfida che ci
hanno lanciato i paesi latino americani, raccolta oggi dai
popoli del Nord-Africa e da quella porzione di occidentali che
definiamo indignadas e indignados: capovolgere il mondo per
ridisegnarlo''.