
Il parallelo con quanto accade oggi ed è accaduto negli ultimi decenni ha rivitalizzato lo studio delle migrazioni femminili nel passato. Scrutando quanto avviene attualmente, gli storici hanno infatti intuito che il punto non è tanto il ruolo femminile come compagne di emigrazione per sposi, fratelli e genitori, quanto quello di migranti in proprio. Le conseguenze di tale scoperta sono approfondite in questo volume, voluto dall'Istituto Livio Saranz e dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia. Nell'introduzione Ariella Verrocchio tira un bilancio delle principali pubblicazioni sulla questione, sulla scorta delle note ricerche dirette da Arru, Caglioti e Ramella. La sua attenzione è soprattutto su quanto è avvenuto recentemente, ma è esplicitato come questo rispecchi pure fenomeni passati. A questi ultimi si dedica espressamente il saggio firmato da Nadia Boz e Javeier Grossutti, i quali, lavorando sulla storiografia e su alcuni sondaggi archivistici locali, dimostrano come le donne non fossero certo mere comparse già nella diaspora friulana di due secoli fa. I due autori studiano sia le migrazioni miste (uomini e donne), che portano queste ultime assai lontano, dalla Siberia alle Americhe, sia quelle soltanto femminili. In questo ultimo ambito descrivono il movimento delle ambulanti, anch'esse talvolta sulla via del Nuovo Mondo, e soprattutto quelle delle balie: il caso, famoso, delle nutrici friulane sparse in tutta Italia. I due autori esplorano anche il periodo fra le due guerre del Novecento, quando tante friulane partono come infermiere e arrivano al secondo dopoguerra, quando, però, l'emigrazione femminile è legata soprattutto a quella familiare. Aleksej Kalk arricchisce questo panorama, mostrando, da un lato, come nell'emigrazione giuliana siano forti anche le componenti non italofone (le slovene e croate, in particolare) e, dall'altro, come i flussi di balie e domestiche trovino uno sbocco naturale in Egitto, ad Alessandria, ma anche nell'ambito dei lavori per Suez. Paola Tessitori infine si concentra sulle migrazioni verso l'Italia nel tardo Novecento e cerca di distinguerne le caratteristiche, mentre Donatella Barazzetti s'interroga sul loro ruolo nell'ambito della crescente globalizzazione. Seguono quindi alcune considerazioni di varie autrici sulle migrazioni femminili oggi e infine alcuni saggi sulla situazione odierna in Friuli. Complessivamente il volume presenta alcuni lavori molto interessanti, pur se accompagnati da testi appena abbozzati, che forse si poteva evitare di pubblicare negli atti definitivi.