Lo stato dell'arte del lavoro di cura in Italia, linee di intervento e di riforma delle attuali prestazioni sociali.
LIBRO
Prezzo: 13.00€
Un excursus sul teatro dalle origini fino ai giorni nostri, con un particolare riguardo alla scena italiana e alle ultime tendenze
LIBRO
Prezzo: 12.00€

PROSTITUZIONE. CHI SONO I CLIENTI? Uomini che pagano le donne. A Genova

Lunedì, 27 Mag 2013 - 18:00
Genova, la Feltrinelli librerie, Via C. Roccatagliata Ceccardi, 16

Clandestini. Viaggio nel vocabolario della paura. Presentazione a Roma

Giovedì, 30 Mag 2013 - 18:00
Roma, Arci Darfur, via dei Volsci 33
altri appuntamenti
Analisi approfondite e cifre aggiornate sulla crisi, la globalizzazione, il lavoro e diritti, in Italia e nel mondo.
LIBRO
Un viaggio a metà tra memoir e reportage per raccontare la bellezza e insieme l’orrore, sotterraneo e selvaggio, dell’esistenza.
LIBRO
altre pubblicazioni
riviste

Scopri le riviste pubblicate da Ediesse, puoi visitare i loro siti, acquistare un numero oppure abbonarti

rivista giuridica del lavoronotiziario della rivista giuridica del lavoro
rivista delle politiche socialiquaderni di rassegna sindacale
le rivsite di Ediesse
Ediesse
Il Mattino.it-28 Mag 09Il Mattino.it-28 Mag 09

Rapporto sui Diritti Globali 2009, in Italia normalizzazione atti razzismo

Versione stampabile

Pubblicato il:28 Mag 09

Da: Il Mattino.it -

Il mondo è in uno stato di salute da «codice rosso» in materia di ambiente. A lanciare l'allarme il Rapporto Diritti globali 2009 che si occupa anche del fenomeno del razzismo e della scarsa qualità del lavoro.

L'ambiente. Per salvare il Pianeta dagli effetti più drammatici del mutamento climatico l'impegno dei singoli Stati e della comunità internazionale tutta dovrà essere immediato, deciso e consistente. L'unica speranza resta arrivare al post Kyoto nei tempi previsti.

Ambiente nuovo soggetto politico. L'ambiente, inoltre, da un anno a questa parte, e ancor più negli anni a venire, secondo il Rapporto, si è rivelato in modo deciso come nuovo soggetto politico grazie alla sempre più forte percezione che i cambiamenti climatici siano un fenomeno problematico già in atto; alle scadenze internazionali per arrivare a un nuovo accordo anti-Co2; all'elezione del presidente Usa Obama; il pacchetto Ue clima-energia; alla crisi economica che ha aperto la strada alla green-economy; ai movimenti su clima e giustizia sociale. Note positive che non bastano per coprire i guasti ambientali.

Le emissioni di Co2 sono lievitate (+33% rispetto al '90, anno di riferimento di Kyoto) anzichè diminuire senza contare la perdita di biodiversità (16.306 delle 41.415 specie monitorate sono fortemente a rischio estinzione) e dei danni da catastrofi (nel 2008 morte oltre 220.000 persone, danni materiali sono attestati a circa 200 miliardi di dollari).

Sul fronte ricette il Rapporto avvisa gli scettici: Risparmio energetico, efficienza, energia verde e tecnologie pulite sono così determinanti che investendo in questi settori si potrà soddisfare la domanda energetica prevista per metà secolo, riducendo le emissioni di anidride carbonica dal 60 all'80%.

In Italia normalizzazione atti di razzismo. Se il fenomeno xenofobo e razzista è diffuso in tutta Europa, è indubbia l'esistenza di un «caso italiano». Si denuncia l'esistenza in Italia di un razzismo «diffuso, vago e, spesso, non tematizzato».

La cifra degli abusi, secondo il rapporto, è l'assoluta ordinarietà con cui vengono perpetrati: «gli autori sembra che si sentano pienamente legittimati nel riservare trattamenti differenziati - dice il rapporto citando l'Unar - a seconda della nazionalità, dell'etnia o del colore della pelle». Ancora più grave il fatto che, sottolinea il rapporto, non ci sia una consapevolezza reale nel Paese.

In questa sorta di «normalizzazione» degli atti di discriminazione e di razzismo, i cittadini stranieri sembrano aver alzato il livello di sopportazione degli abusi. Di fronte al fenomeno dell'immigrazione, si registra un'inquietudine sociale tornata in Italia almeno ai livelli massimi registrati nel 1999, una «penisola della paura» in cui la paura è alimentata dall'uso politico dell'immigrazione. In questa situazione, chiedersi se gli italiani sono razzisti o no non serve a nulla, perchè si rischia l'inazione per il senso d'impotenza di fronte all'enormità del fenomeno - conclude il rapporto - oppure la sottovalutazione di un problema che si ritiene inesistente e che invece è purtroppo grave.

Migranti a rischio sociale. Gli immigrati in Italia sono sempre più integrati, ma ciò non toglie che siano a rischi sociali. I regolari sono sempre più integrati e stabili: un matrimonio ogni dieci vede un partner italiano e uno straniero (24.020 in totale nel 2006) mentre i matrimoni con entrambi i coniugi stranieri sono 10.376; aumentano i ricongiungimenti familiari: i permessi per motivi di famiglia sul totale dei permessi è in continua crescita; gli immigrati rappresentano il 10% di tutti gli occupati, di cui ben 814.311 sono iscritti a un sindacato, il 5% sul totale degli iscritti e il 12% su quelli attivi, cioè pensionati esclusi.

Gli immigrati creano lavoro: il 10% del lavoro artigiano, 165.114 titolari d'impresa, 52.715 soci e 85.990 altre figure societarie, con il maggior sviluppo nelle comunità marocchina, romena e cinese. Nonostante questa integrazione a ritmi serrati, continuano a essere esposti in modo elevato a rischi sociali. Ottengono con difficoltà la cittadinanza (nella UE-25, se ne concedono 2.000 al giorno in media, in Italia non più di 100); nel lavoro, il loro tasso di attività è mediamente del 73,2%, 12 punti in più rispetto agli italiani, ma il loro tasso di disoccupazione è due punti più alto, 8,3% in media e 12,7% per le donne. Accedono meno al welfare: nonostante essi assicurino un gettito fiscale che nel 2007 è stato di 3 miliardi e 749 milioni di euro, 137,5 milioni per l'imposta di registro e 254,5 milioni di euro per imposta sul reddito d'impresa, il welfare locale ha speso per loro 136,7 milioni di euro (il 2,4% della spesa sociale dei Comuni), cioè 53,9 euro pro capite.

Il terremoto in Abruzzo, spiega il Rapporto, è «una strage a cavallo tra il naturale e il criminale», un sisma «che nella sua punta massima del 6 aprile ha toccato magnitudo 5,8 ma che è stato preceduto da numerosi fenomeni sismici e al quale hanno seguito migliaia di repliche». «Ma soprattutto - si legge ancora nel dossier - un sisma che in rapporto alla sua forza e a quanto avviene nel resto del mondo ha fatto un enorme numero di morti: 297 vittime sepolte sotto le macerie di edifici antisismici e in cemento armato, che avrebbero dovuto tenere ma che, complici il cemento allungato con sabbia di mare, i materiali scadenti utilizzati per le costruzioni, i collaudi e i certificati di agibilità a dir poco compiacenti - scrive il Rapporto Diritti Globali 2009 - si sono sgretolati come castelli di carta». «Una strage - conclude il Rapporto - a cavallo tra il 'naturalè e il 'criminalè. E proprio gli eccessivi danni del terremoto hanno fatto scattare le indagini della magistratura».

Scarsa qualità del lavoro. La qualità del lavoro, in Italia, a parte alcune esperienze in controtendenza, sembra avviata su uno scivolo che porta verso il basso. L'Italia è uno dei pochi Paesi industrializzati in cui i sussidi di disoccupazione non sono accessibili a tutti: questo condiziona il lavoratore tutelato a non cercare altre opportunità. Allo stesso tempo - spiega il Rapporto - il lavoratore a tempo determinato teme il lavoro, e finisce per prenderne le distanze. Nelle persone più giovani vi è una maggiore consapevolezza, o forse una maggiore rassegnazione, verso il fatto che il lavoro a tempo determinato è diventato una specie di condizione necessaria per trovare un'occupazione. Il tasso di occupazione femminile in Italia è salito, tra il 2004 e il 2007, dal 45,2% al 46,6%, un incremento minimo rispetto agli obiettivi di Lisbona per il 2010, che lo hanno fissato al 60%. La media europea che ormai vi si avvicina. Si tratta, ancora una volta, dello spreco di una risorsa, che potrebbe costruire ricchezza, produrre innovazione, sostenere il reddito familiare.