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Stupri di guerra

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Pubblicato il:30 Marzo 16

Da: AGI -

Diritti umani: libro "Stupri di guerra" su quasi 400mila donne =
(AGI) - Roma, 30 mar. - "Sono centinaia di migliaia le donne
che nel corso delle guerre vengono violentate e stuprate: si
tratta di una gravissima violazione dei diritti umani. Lo
stupro e' usato come arma per contaminare le donne, affinche' a
loro volta contaminino l'etnia a cui appartengono, come
strumento di umiliazione, come premio per le truppe insieme al
saccheggio". Lo ha detto Pia Locatelli, presidente del Comitato
Diritti Umani della Camera, intervenendo al Convegno sul libro,
a cura di Simona La Rocca, "Stupri di guerra e violenze di
genere", che si e' svolto presso la Sala del Refettorio della
Camera, e che ha visto gli interventi di Maria Luisa Boccia,
presidente fondazione Centro Riforma, Isabella Peretti, e
Vittoria Tola coordinatrice dell'Udi Nazionale.
Le agenzie delle Nazioni Unite calcolano che piu' di 60.000
donne siano state stuprate durante la Guerra civile in Sierra
Leone (1991-2002), piu' di 40.000 in Liberia (1989-2003), fino
a 60.000 nella ex Yugoslavia (1992-1995), e almeno 200.000
nella Repubblica Democratica del Congo durante gli ultimi 12
anni di guerra. Nel sud del Sudan secondo l'ultimo rapporto
dell'Agenzia per i diritti umani delle Nazioni Unite si sono
verificati piu' di 1.300 casi di stupro tra aprile e settembre
del 2015 solo nello Stato dell'Unita' e piu' di 50 casi da
settembre a ottobre. Il volume tocca e affonda la mano sul tema
dello stupro come arma di guerra, un elemento costitutivo
militare che si perpetra dagli albori della storia. Molti i
punti esaminati, dalle "marocchinate" e le "mongolate" in
Italia durante la seconda guerra mondiale, agli stupri etnici
in Ruanda, a quelli commessi dai Caschi blu dell'ONU in Africa,
fino alle violenze in Palestina, in Nigeria e nei confronti
delle donne curde.
"Un libro che provoca sofferenza e rabbia", afferma Maria
Luisa Boccia, Presidente Centro Riforma dello Stato, ma per la
filosofa si tratta di "una sofferenza necessaria perche' la
prima barriera da infrangere e' proprio quella del silenzio", e
romperlo "e' gia' un atto politico".(AGI)
red/Mal
30 2126 MAR 16