
“Un libro di impegno civile, uno strumento per tutte le battaglie che riguardano i diritti, che orienta e arricchisce il nostro lavoro”. Così il segretario della Cgil Guglielmo Epifani ha definito il “Rapporto sui diritti globali 2005”, presentato oggi a Roma. Giunto quest’anno alla sua terza edizione, il volume è pubblicato da Ediesse, realizzato dalla Associazione SocietàInformazione, promosso dalla Cgil
nazionale (in collaborazione con Arci, Antigone, CnCa, Forum ambientalista e Legambiente). Ha aggiunto Epifani: “Anno dopo anno il libro è cresciuto, testimoniando come il tema dei diritti si pone ormai come centrale nella vita contemporanea. Il Rapporto è la metafora di una coscienza che scopre, disvela e propone soluzioni. E’ un libro che parla delle cose del mondo, non come utopia ma come necessità, è un esempio della globalizzazione che vogliamo, perché costruisce e suggerisce regole e standard per tutti i popoli della terra”.
C’è veramente di tutto nel Rapporto dei diritti globali 2005. Dal diritto all'informazione alla qualità della vita nelle città, dalle nuove e vecchie povertà alle politiche sui redditi, dalle trasformazioni del mercato del lavoro al welfare. E poi ancora: l’ambiente, la sicurezza, la salute, lo sfruttamento minorile, il carcere, la globalizzazione, le guerre, e molto altro. Il Rapporto fotografa lo stato dei diritti nel mondo, analizzando le politiche utili per una loro maggiore affermazione a livello locale e globale, italiano e mondiale. È diviso in quattro sezioni: diritti economico-sindacali; diritti sociali; diritti umani, civili e politici; diritti globali ed ecologico-ambientali, articolate in 17 capitoli. In ognuno di questi viene definita la situazione attuale e delineate le prospettive future. La ricerca è corredata da cronologie dei fatti, schede tematiche, dati statistici aggiornati, glossario, riferimenti bibliografici e web.
Sergio Segio, curatore del Rapporto, segnala le novità dell’edizione di quest’anno. “Abbiamo inserito – spiega – due nuovi capitoli, che rispondono a esigenze sempre più sentite. Il primo è relativo al ‘diritto all’informazione’, un diritto che apre le porta a tutti gli altri, soprattutto in questi tempi di guerre e di globalizzazione. Lì indaghiamo la libertà di stampa e i suoi deficit, indicando anche nuove proposte per proteggere i giornalisti. Il secondo capitolo è il ‘diritto alle città’, dove affrontiamo i temi della democrazia urbana, del disagio abitativo e della nuova edilizia sociale, delle città invisibili composte da immigrati ed esclusi di ogni genere”.
Sono tanti, tantissimi gli argomenti che compaiono nel Rapporto. C’è Guantanamo, con la sua “libertà” che diventa tortura e negazione del diritto, e ci sono i due milioni 300 mila morti di Aids nel 2004 nell’Africa subsahariana, dovuti perlopiù non alla malattia ma all’impossibilità di accedere ai farmaci per via del loro costo. C’è la crescita dell’export italiano di armi (nel 2004 è aumentato del 16,18 per cento rispetto al 2003) e il nostro triste record di povertà infantile in Europa (il 16,6 per cento di tutti i minori). C’è una forte critica al neoliberismo, alle disuguaglianze introdotte dalla globalizzazione, al darwinismo sociale, a una concezione della politica e dei rapporti sociali governata dalla economia e dalla forza. Un volume, quindi, che non offre solo una enorme mole di numeri e di informazioni, ma che interviene sui temi di maggiore attualità anche con propri punti di vista, precisi e mai banali.