
Roma, 30 apr. (Adnkronos/Labitalia) - Rilanciare il Primo Maggio come simbolo del valore sociale del lavoro. Di quel lavoro che oltre sessant'anni fa i costituenti hanno messo a fondamento della Repubblica democratica. Come? Trasformando questa ricorrenza in un momento di bilancio annuale, a livello nazionale e locale, di quanto ottenuto e di quanto ancora da conquistare. Un giorno di celebrazione,
dunque, ma anche di riflessione costruttiva. E' la proposta avanzata da Francesco Renda, professore emerito di Storia moderna all'Universita' di Palermo, autore di una 'Storia del Primo Maggio.
Dalle origini ai giorni nostri', edita da Ediesse e in uscita a maggio.
Nel volume, la cui prefazione porta la firma del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, Renda ricostruisce in modo puntuale le vicende storiche che si sono sviluppate intorno alla Festa del lavoro,dalle origini a oggi. Una storia difficile da ricostruire, soprattutto perche' sono pochi gli storici a essersi occupati in maniera
approfondita del tema. Di ogni Primo Maggio, Renda racconta quello che si e' fatto ma anche quello che non si e' fatto, quello che si e' ottenuto e che non si e' ottenuto. E, ancora, il costo che ogni vittoria e ogni sconfitta ha comportato per il movimento operaio.
E il Primo Maggio e' la festa di tutti i lavoratori, di chi fatica con le mani e col pensiero, ma soprattutto, come la definisce l'autore, e' ''la piu' bella e valida invenzione del movimento operaio''.
(Lab/Ct/Adnkronos)
30-APR-09 15:48