
(ANSA) - ROMA, 17 APR - ANSELMO BOTTE - MANNAGGIA LA MISERIA
(EDIESSE - PAG.152 - 10,00 EURO) - I volti dell'emigrazione
sono, apparentemente, tutti uguali, seppure segnati da
esperienze non sempre eguali. Ma l'emigrazione ha il suo
elemento caratterizzante nella disperazione, concetto che puo'
essere tranquillamente tradotto con la ricerca di un mondo
migliore. Poi, pero', quando ti trovi nella piazza principale
dell'Eden, ti accorgi che il paradiso non e' li'. Anzi, spesso
non c'e' proprio perche' sei finito dritto all'inferno e i
diavoli talvolta hanno il tuo stesso volto.
Le storie dell'emigrazione in questi anni drammatici, come
drammatica e' la piega che questo fenomeno ha preso in Italia,
hanno avuto molti cantori, come diverse sono le angolazioni da
cui essi sono partiti. Anselmo Botte e' un sindacalista della
Cgil, con un passato nella Flai, la federazione dei lavoratori
agricoli, e ha voluto raccontare le storie di emigrazione
approdate nella piana del Sele, dove gli emigrati non hanno da
offrire che le loro braccia, il loro lavoro, la loro fatica, la
loro emarginazione. Mannaggia la miseria (con l'accento sulla
seconda ‘’i’', cosi' come pronunciano gli immigrati nordafricani),
ha scritto Guglielmo Epifani nella prefazione, ‘'e' insieme un
documento di denuncia, un diario delle piccole e grandi
difficolta' quotidiane della vita di questi uomini, un racconto
di chi essi siano, in carne e ossa, con i loro ricordi, le
fatiche, le speranze''.
Dal libro emerge una verita' abbastanza definita, quella che
vede negli immigrati comunque delle vittime, sia che essi
rimangano nel novero di chi chiede, spesso pietisce lavoro, sia
che abbiano avuto la forza e la capacita' di saltare oltre la
barricata e diventare a loro volta sfruttatori di questa
situazione, quando divengono ‘'caporali''. Un fenomeno, quello
del caporalato, che il sindacato ha combattuto e combatte
duramente, in una guerra che pero' non ha visto gli sfruttatori
uscire sconfitti. E parrebbe strano che possa essere
altrimenti, perche' il ‘'caporale'', rotella finale del piu'
grande ingranaggio del lavoro, sa benissimo che puo' rafforzare
la sua gia' privilegiata posizione perche' ha la consapevolezza
di avere quasi sempre davanti a se' degli irregolari, quindi,
ricattabili, quindi ancora di piu' da sfruttare. Sono tanti i
personaggi che Botte ha voluto descrivere in questo libro (sara'
presentato ufficialmente il 20 aprile) per aiutare a comprendere
cosa significhi essere immigrato, cosa significhi, soprattutto,
essere sfruttato. Un libro che vuole essere una testimonianza e,
insieme, una denuncia.
(ANSA).
MIU
17-APR-09 16:27 NNNN