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Il punto sullo stato della giurisprudenza, sul diritto sostanziale e sugli aspetti processuali in tema di patologie da amianto.
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Rita Di Leo presenta il suo nuovo libro a Napoli

Martedì, 22 Mag 2012 - 15:00
Napoli, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Palazzo Giusso – Largo S. Giovanni Maggiore 30, Aula Matteo Ripa, I piano

Il mercato dei valani a Benevento. Presentazione a Roma

Martedì, 29 Mag 2012 - 17:30
Roma, Casa della Memoria e della Storia, via San Francesco di Sales 5
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Il primo titolo della nuova collana di alta divulgazione "Fondamenti"
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Giuseppe Di Vittorio e i fatti d'Ungheria del 1956Giuseppe Di Vittorio e i fatti d'Ungheria del 1956
Versione stampabile
A cura di: Carlo Ghezzi
Pubblicato nel: Aprile 2007
Pagine: 100
ISBN: 88-330-1175-2
LIBRO
Prezzo: 8.00€

È il 27 ottobre del 1956. Di fronte alla decisione dei sovietici di intervenire militarmente in Ungheria, la Segreteria della Cgil assume una posizione di radicale condanna dell’invasione destinata a stroncare nel sangue la domanda di democrazia e di partecipazione reclamata dalla rivolta operaia e popolare ungherese e sostenuta dal governo legittimo di Imre Nagy. La condanna non è soltanto dell’intervento militare: il giudizio è netto e investe tanto i metodi antidemocratici di governo di quelle società, quanto l’insufficienza grave dello stesso movimento sindacale di quei paesi. Due ore di sciopero nazionale vengono indette dalla Cgil in solidarietà con le vittime della repressione. Queste posizioni saranno difese con coerenza e determinazione da Giuseppe Di Vittorio nello scontro durissimo che, partendo da quei fatti, si aprì nel Pci e che oppose il segretario generale della Cgil a Togliatti. Si misuravano in effetti in quella vicenda concezioni assai diverse sullo stesso significato della democrazia, sul ruolo del sindacato nella società e, soprattutto, sull’affermazione della sua autonomia nei confronti del partito. Quelle appartenute a Di Vittorio si affermeranno negli anni segnando la cultura e la storia del movimento sindacale italiano.