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Il punto sullo stato della giurisprudenza, sul diritto sostanziale e sugli aspetti processuali in tema di patologie da amianto.
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Rita Di Leo presenta il suo nuovo libro a Napoli

Martedì, 22 Mag 2012 - 15:00
Napoli, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Palazzo Giusso – Largo S. Giovanni Maggiore 30, Aula Matteo Ripa, I piano

Il mercato dei valani a Benevento. Presentazione a Roma

Martedì, 29 Mag 2012 - 17:30
Roma, Casa della Memoria e della Storia, via San Francesco di Sales 5
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Preferirei di noPreferirei di no

Lavoro e condizioni di lavoro: alle radici del XXI secolo

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Autori: Daniele Ranieri -
Prefazione di: Bruno Spirito
Pubblicato nel: Luglio 2009
Pagine: 164
ISBN: 88-230-1346-9
LIBRO
Prezzo: 10.00€

L’amore e il lavoro, scriveva Freud, sono i due elementi fondamentali per raggiungere un equilibrio personale. Ma nell’attuale società globale, dominata dall’economia, il lavoro contraddittoriamente risponde sempre meno all’esigenza di realizzazione soggettiva e ancora meno a quella dell’inclusione sociale, semplicemente sembra tornato a essere la principale (spesso scarsa) fonte di reddito. Al contempo i processi sociali d’individualizzazione e i sentimenti d’inadeguatezza e di solitudine avanzano. Persino la felicità, che Primo Levi nella Chiave a stella attribuiva al lavoro, nella società «liquida» sembra ormai raggiungibile solo all’interno della sfera del consumo. Stiamo dunque assistendo alla fine del valore sociale del lavoro?
L’autore, per dare una risposta a questo interrogativo, ripercorre l’intero tragitto storico che ha condotto alla formazione del concetto stesso di lavoro. Successivamente ipotizza tre possibili linee di sviluppo delle politiche post moderne del lavoro. Ricordando quello che scrisse Gramsci, «prevedere non significa sapere quello che avverrà, ma fare in modo che avvenga, cioè predisporsi a progettare il futuro», Ranieri conclude che senza un caparbio orientamento all’analisi e alla progettazione i lavoratori rischiano di essere indotti ad auto-ingannarsi sulla loro reale condizione, riducendosi disarmati, davanti alla pressione del «capitalismo impaziente», a rispondere, come lo scrivano Bartleby del racconto di Melville: «Preferirei di no».