


L’ultimo libro sulla mafia dello storico siciliano Francesco Renda è stato pubblicato nel 1998, esattamente dieci anni fa. Oggi, alla luce delle tante e importanti novità che si stanno registrando nei riguardi del fenomeno criminale, e consideratane la gravissima espansione qualitativa e quantitativa nell’economia e nella società italiana ben oltre i territori e i settori tradizionalmente controllati, Francesco Renda aggiorna la sua analisi e, in un dialogo serrato con Antonio Riolo, indaga le modalità necessarie per rendere concreta quella che potrebbe sembrare destinata a restare un’utopia: la liberazione dell’Italia dalle mafie. Un’utopia, avverte, che per farsi davvero concreta deve propagarsi ed essere agita in tutti gli ambiti della società italiana. A questo riguardo appaiono davvero preziose le pagine che nel libro sono dedicate al concetto di utopia, come gli spunti di straordinaria attualità che Renda ricava dall’opera di Tommaso Moro e dalle elaborazioni svolte su questo tema da Erasmo da Rotterdam. Colpisce infine quanto Renda afferma quando sotto linea che alla conoscenza sempre più approfondita dell’ala militare delle mafie corrisponde la quasi assoluta ignoranza dell’altra ala, quella che lo storico definisce «mafia-mafia».