


La nuova situazione produttiva e organizzativa acutizza i rischi derivanti da organizzazioni del lavoro non rispettose della fisiologia e della psicologia dell’essere umano, mentre tende a ridurre quelli di origine fisica, chimica o tecnologica. Gli effetti nocivi più frequenti tra i lavoratori (pur senza ignorare i problemi di microclima, di rumore o di presenza di polveri o gas) sono legati agli «errori» organizzativi, che sono in realtà aspetti della moderna organizzazione del lavoro, non più fondata sull’abilità dei lavoratori, ma sulla loro adattabilità a diversi contesti lavorativi. Adattabilità che deve essere sempre più rapida. Tutti gli aspetti ergonomici che ne conseguono vengono ignorati o vengono affrontati in modo molto superficiale, tanto le conseguenze si risolvono con antinfiammatori, o con psicofarmaci o, nei casi più gravi, con il ricorso a piccole operazioni ortopediche oppure a servizi psichiatrici. Se non basta, con un giudizio di inidoneità al lavoro. Senza un’azione colta, costante, partecipata del sindacato - sostengono Fulvio Perini e Vittorio Rieser - non c’è prevenzione che tenga, non c’è esposto all’organo di vigilanza che risolva. Gli autori si riferiscono alla contrattazione della prestazione di lavoro e alle attuali difficoltà ad affrontare con il negoziato e la regolamentazione sindacale gli aspetti essenziali della condizione di lavoro.
Non ci sono altri libri scritti da questo autore per Ediesse.
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