
Le foto oggi disponibili del lavoro e dei suoi mutamenti sono largamente insufficienti a documentare le radicali trasformazioni che, negli ultimi due decenni, hanno mutato il volto di territori interi e determinato nuove articolazioni sociali. Si rischia così che non rimanga traccia di quello che è stato un cambiamento epocale e che si perda la memoria del lavoro che fu. Eppure, là dove il cinema è riuscito a intervenire, ha dimostrato la straordinaria capacità delle immagini in movimento di testimoniare il mutamento del paesaggio umano e sociale. Nasce da qui l’idea di realizzare un catalogo dedicato al rapporto tra cinema e lavoro, esaminando opere che raccontano il lavoro e i lavoratori, del presente e del passato. La prima parte del volume raccoglie le testimonianze di protagonisti del movimento operaio italiano, i ricordi degli intellettuali, brevi saggi di studiosi che propongono percorsi tematici legati al racconto e alla rappresentazione audiovisiva di alcuni luoghi del lavoro fortemente significativi: la fabbrica, la terra, il mare, la città, il treno, gli immigrati, la miniera. Per ciascun tema viene avanzata la proposta ragionata di una rassegna cinematografica che attinge ai titoli più significativi del cinema italiano (fiction e no) dal dopoguerra ad oggi. La seconda parte contiene le schede - con cast tecnico e artistico, sinossi e reperibilità presso cineteche e mediateche italiane - di 10-15 film per ogni percorso tematico affrontato. Ai film più significativi sono dedicate schede più approfondite, con recensioni tratte da quotidiani, riviste d’epoca o recenti, saggi e monografie. Il volume è stato realizzato dall'Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico e da Arci-Ucca, in collaborazione con la Cgil e con il sostegno del ministero per i Beni culturali.
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