
Può un dizionario del pensiero organizzativo essere utile, suscitare un qualche interesse, non solo tra gli studenti ma anche tra coloro, sindacalisti, imprenditori, dirigenti, formatori, professionisti, knowledge worker, che con i sistemi organizzativi e l’innovazione si ritrovano, in maniera più o meno consapevole, a fare i conti ogni giorno?
La risposta in questo testo di introduzione e di divulgazione che si propone di essere agile senza essere superficiale, semplice senza essere banale, un prodotto di qualità utile tanto a coloro che hanno bisogno di consultare quanto a quelli che hanno bisogno di imparare. Con 108 voci. Un’ampia bibliografia ad vocem. L’indice delle voci e dei riferimenti. E tre messaggi nella bottiglia. Sul primo c’è scritto che per apprendere bisogna innanzitutto capire. Poi studiare. Infine cercare di applicare a contesti reali (famiglia, amici, lavoro, svago, studio, affetti, ecc.) ciò che si è studiato. Sul secondo che la possibilità/capacità di collaborare, connettersi, stabilire relazioni è una componente sempre più importante del processo di apprendimento. Sul terzo che costruire senso vuol dire costruire un contesto condiviso per l’azione. E che la società della conoscenza ha senso se sa essere prima di tutto una società accogliente, capace di comprendere le ragioni dell’altro.