
Gli anni novanta in Italia costituiscono un periodo di riforme istituzionali, rese necessarie in seguito alla crisi del sistema politico. Tale crisi ha posto in luce tre questioni fondamentali: la necessaria rideterminazione dei rapporti tra rappresentanza e governo; l’esigenza di ridefinire l’assetto istituzionale, al fine di ridurre la ridondanza politico-amministrativa; l’importanza, infine, di ristabilire i rapporti tra dimensione politica e dimensione sociale e in particolare tra sistema politico e sistema sindacale, definendo un’essenziale riforma lavoristica specie nel settore privato. Data la parzialità e la mancata realizzazione di tutte le riforme prefigurate, i nodi da sciogliere rimangono molti. Come si può affrontare la questione della formazione della rappresentanza politica e del governo? Come si può ridurre la ridondanza istituzionale in termini di posti politici che continua a essere inefficiente e costosa e che necessita di una riforma del Parlamento in senso federale? Come si può ridefinire la dimensione sociale del nuovo assetto istituzionale in termini di regolamentazione della rappresentanza sindacale e dei rapporti tra sistema sindacale e sistema politico istituzionale? Come si può affrontare il progetto di riforma costituzionale presentato dal governo di centrodestra? Questi sono i principali temi e i principali interrogativi affrontati e approfonditi nel saggio di Luigi Mariucci e nei contributi presenti nel testo. Contributi di: Ettore Combattente, Michele Gentile, Giampaolo Patta, Bruno Pierozzi.
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