
Questa non è l’ennesima inchiesta giornalistica sul sindacato italiano e sul suo stato di salute. Né è un pamphlet pro o contro il sindacato. È piuttosto una messa a punto agile, ma basata sulle teorie della rappresentanza e del sindacalismo, volta a stabilire dove sia il sindacato oggi e dove stia andando, o possa andare.
Il riferimento è al sindacato italiano, ma l’ottica è quella degli studi comparativi sui sindacati contemporanei. La presunzione è di dire qualcosa che vada oltre le polemiche contingenti e di breve respiro e possa aiutare a comprendere, più in generale e a partire dai dati di fatto, le potenzialità e i limiti del sindacalismo nella fase di trasformazione dell’economia e del capitalismo da tempo in corso.
Il libro inizia con una puntualizzazione sulle caratteristiche strutturali della rappresentanza sindacale, che ne costituisce la chiave di lettura e di interpretazione generale. Il fuoco è poi sulle dinamiche, i successi, i limiti, i problemi aperti, le prospettive possibili del rapporto di rappresentanza – dell’identità stessa del sindacato, quindi – in un periodo in cui il mondo del lavoro cambia profondamente.
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