Età, mercato del lavoro e invecchiamento attivo. La vita dopo l’uscita dalla fabbrica. I casi Alfa Romeo di Arese e Pomigliano.
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Movimento femminista e sindacato in Italia: il Coordinamento nazionale donne FLM.
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Giovanni Rinaldi a Salerno

Martedì, 16 Marzo 2010 - 18:00
Salerno, Punto Einaudi, Corso Vittorio Emanuele - Largo Barracano

Consiglio di classe. Presentazione a Tor Vergata

Mercoledì, 17 Marzo 2010 - 10:00
Roma, Università di Roma Tor Vergata, Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula Moscati
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A dieci anni dalla sua tragica scomparsa, un omaggio per tenere vivo il ricordo di una grande figura politica dei nostri tempi.
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Un libro insolito in cui la contaminazione da più linguaggi apre nuovi e inaspettati significati del mondo.
Prezzo: 10.00 €
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L’Italia al voto nel 2006 e nel 2008

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Parole chiave: politica - partiti - elezioni - 2008 - 2006
Pubblicato nel: Gennaio 2010
Pagine: 300
ISBN: 88-230-1299-8
Prezzo: 15.00 euro

Il responso elettorale, a partire dal 1994, ha regolarmente modificato gli equilibri politici precedenti e ha configurato nuove maggioranze, più o meno coese, più o meno stabili. Secondo molti studiosi, esiti così diversi sono generati dalla crisi di quei partiti politici che avevano per lungo tempo congelato il mercato elettorale italiano e dal corrispondente aumento del numero di cittadini disponibili a modificare la propria scelta di voto da una consultazione all’altra. La ricerca descritta in questo volume si propone di individuare le principali determinanti del comportamento di voto degli italiani nelle elezioni politiche del 2006 e del 2008: le caratteristiche socio-demografiche, la partecipazione a reti associative e il coinvolgimento in attività politiche. E l’attuale fase politica è più chiara se si tiene conto dell’evoluzione, tra il 2006 e il 2008, della rilevanza di questi fattori nella strutturazione della scelta di voto. Di fronte a un comportamento di voto dei ceti popolari che spesso si risolve in consenso a politiche che tutelano interessi di altri gruppi sociali, infatti, la ricerca evidenzia che i cittadini socialmente periferici ed isolati tendono ad assumere decisioni più appropriate alla loro condizione quando non vengono esclusi, ma sono inseriti in reti sociali, politicamente influenti.