La storia del sindacato in Italia dalle origini ai giorni nostri, con uno sguardo anche alle esperienze maturate in campo europeo.
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Il racconto lungo una vita di Silvano Sabatini, Missionario della Consolata, impegnato in Brasile per più di 40 anni.
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Oh mia Patria. Presentazione a Caserta

Lunedì, 13 Febbraio 2012 - 16:00
Caserta, Aula Magna Istituto Mattei, Via Settembrini

L’ITALIA COOPERATIVA. Centocinquant’anni di storia e di memoria, 1861-2011

Giovedì, 16 Febbraio 2012 - 17:00
Roma, Biblioteca del Senato "Giovanni Spadolini", Sala degli Atti parlamentari, Piazza della Minerva 38
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Una biografia "socio-politologica" di Walter Veltroni: dagli esordi nella FGCI romana alle recenti vicende del Partito Democratico
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Un viaggio nel pubblico impiego assolutamente inusuale attraverso le storie e i racconti di trenta persone "comuni".
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La neve nera di OsloLa neve nera di Oslo
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Autori: Luigi Di Ruscio -
Prefazione di: Angelo Ferracuti
Pubblicato nel: Mag 2010
Pagine: 168
ISBN: 88-230-1445-9
LIBRO
Prezzo: 10.00€

Un Di Ruscio scatenato, furibondamente vitale, comico e caustico allo stesso tempo, irriverente al massimo, torna nelle pagine di questo libro con una lingua graffiante ed eversiva che, come scrisse Italo Calvino: «Ricorda Céline, per la volontà di scaricare nel flusso delle parole una cupa aggressività». Attuale e potente come pochi per la forte capacità di testimonianza, oltre che per l’indiscusso valore stilistico, La neve nera di Oslo cresce lungo una narrazione fluviale in prima persona, e in presa diretta, che lo scrittore fa avanzare tra bizzarre considerazioni politiche e filosofiche, intrecciate al vivere sociale e quotidiano, alle aspirazioni e ai sogni di un emigrato italiano. Argomenti della narrazione so no la privata quotidianità, l’odissea della vita di fabbrica e l’orgoglio di far parte di una classe operaia che va oltre l’ap partenenza diventando condizione uma na universale. Intorno il ma linconico ed esistenzialissimo pae saggio lunare di Oslo, che il nostro attraversa in bicicletta o a piedi, una metropoli tra i ghiacci che sentirà per sempre straniera.
Ottantenne, molto amato da Franco Fortini, Paolo Volponi, Salvatore Quasimodo – che lo definì «uomo d’avanguardia nel senso positivo, cioè della fede nell’attualità e per la violenza del discorso» –con questo nuovo libro,forse tra i suoi il più bello e lirico, Luigi Di Ruscio sembra chiudere un’esperienza letteraria durata oltre mezzo secolo dove vita e scrittura s’incontrano per diventare una cosa sola, mostrandoci qui cosa significa per uno scrittore emigrare in Scandinavia e vivere in un isolamento linguistico e sociale che è da sempre quello di tutti i migranti.