carrello
carrello
8 Oggetti nel tuo carrello acquisti
vai alla cassa
copertina
Immagini dal lavoro di:
Quantità: 1
Prezzo:12 €
rimuovi
copertina
Lavoro. Ritorno al passato di: AA.VV.
Quantità: 1
Prezzo:8 €
rimuovi
copertina
Il lavoro ha valori manifesti di: Luigi Martini
Quantità: 1
Prezzo:23.24 €
rimuovi
copertina
Voci dal conflitto di: AA.VV.
Quantità: 1
Prezzo:11 €
rimuovi
copertina
Giovanna di Gillo Pontecorvo di: Gillo Pontecorvo
Quantità: 1
Prezzo:15 €
rimuovi
copertina
Que trata de Espana di:
Quantità: 1
Prezzo:20 €
rimuovi
Totale:124.57€
Un dizionario ragionato sul genere, le differenze, la riproduzione, il relativismo, il velo, il sex work e tanto altro ancora.
LIBRO
Prezzo: 18.00€
Il punto sullo stato della giurisprudenza, sul diritto sostanziale e sugli aspetti processuali in tema di patologie da amianto.
LIBRO
Prezzo: 13.00€

Rita Di Leo presenta il suo nuovo libro a Napoli

Martedì, 22 Mag 2012 - 15:00
Napoli, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, Palazzo Giusso – Largo S. Giovanni Maggiore 30, Aula Matteo Ripa, I piano

Il mercato dei valani a Benevento. Presentazione a Roma

Martedì, 29 Mag 2012 - 17:30
Roma, Casa della Memoria e della Storia, via San Francesco di Sales 5
altri appuntamenti
Il primo titolo della nuova collana di alta divulgazione "Fondamenti"
LIBRO
altre pubblicazioni
riviste

Scopri le riviste pubblicate da Ediesse, puoi visitare i loro siti, acquistare un numero oppure abbonarti

rivista giuridica del lavoronotiziario della rivista giuridica del lavoro
rivista delle politiche socialiquaderni di rassegna sindacale
le rivsite di Ediesse
Ediesse
Poesie operaiePoesie operaie
icona sfoglia
Versione stampabile
Autori: Luigi Di Ruscio -
Parole chiave: operai - Pci - poesie - Fermo
Prefazione di: Angelo Ferracuti
Postfazione di: Massimo Raffaelli
Pubblicato nel: Mag 2007
Pagine: 112
ISBN: 88-230-1190-8
LIBRO
Prezzo: 10.00€

«... Che Di Ruscio fosse venuto al mondo nella povertà del vicolo Borgia, a Fermo, che fosse un autodidatta, un muratore disoccupato e poi un militante di base nel Pci di Palmiro Togliatti, che infine fosse emigrato nel ’57 a Oslo per acquisire lo status per lui definitivo di operaio metalmeccanico nella fabbrica fordista (e nel cosiddetto paradiso socialdemocratico), tutto ciò era senz’altro la materia prima, peraltro mai abiurata, della propria condizione personale ma non bastava affatto né basta oggi a spiegare, tanto meno ad esaurire, lo spessore della sua voce poetica, il ritmo e il tono inimitabile della sua pronuncia. La quale è una splendida eccezione, una assoluta singolarità, nel panorama della poesia italiana del secondo Novecento. Non un poeta-operaio come pure e sbrigativamente si è detto tante volte, quasi si trattasse di sommare il sostantivo all’aggettivo, o viceversa, ma un poeta capace di introiettare/metabolizzare/rielaborare la condizione operaia alla stregua della condizione umana tout court. La marginalità, il lavoro in fabbrica, un orizzonte politico che il dopoguerra presto richiude, qui in Italia come altrove, ne sono insieme i fondali e i referenti...».
(Dalla postfazione di Massimo Raffaeli)